
{"id":2599,"date":"2017-05-05T17:33:06","date_gmt":"2017-05-05T15:33:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cornizzolo.it\/?p=2599"},"modified":"2017-05-05T17:33:06","modified_gmt":"2017-05-05T15:33:06","slug":"rita-involo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cornizzolo.it\/?p=2599","title":{"rendered":"Rita InVolo"},"content":{"rendered":"<p>Domenica scorsa ho caricato l&#8217;attrezzatura in auto e con 3 amici non volatili siamo andati al M.te Cornizzolo.<br \/>\nQui abbiamo incontrato Rita, una deltaplanista che da un bel po&#8217; di anni ha<br \/>\nparcheggiato il suo delta nell&#8217;hangar per poi rispolverarlo solo recentemente per qualche voletto.<br \/>\nRita era curiosa di capire come mai tanta gente in questi anni si era avvicinata al parapendio e mi ha interpellato per provare un volo in biposto.<br \/>\nBene, che onore! Carichiamo il bipo sulla navetta e saliamo in decollo.<br \/>\nQui ci prendiamo un po&#8217; di tempo&#8230; il panorama, la pace della montagna, qualche spiegazione ai miei amici che vedevano per la prima volta quei \u201cpazzi\u201d che han visto in televisione e sui giornali, quelli che si schiantano sempre, quelli che si buttano, quelli che amano il rischio. Benvenuti nel nostro mondo reale!<br \/>\nQualche spiegazione anche a Rita sul funzionamento della telecamera e noto subito un po&#8217; di riluttanza all&#8217;uso: \u201cma non \u00e8 che mi impiccia? Vorrei tenere le mani libere&#8230;\u201d riesco a convincerla che non se ne pentir\u00e0, che \u00e8 facile, poi siam passati al briefing vero e proprio.<br \/>\nPronti per il decollo si ripropone il suo disagio di tener in mano la telecamera proprio nel momento del decollo. Ok, mi dico, se la telecamera la disturba, mettiamo via sta cacchio di telecamera, la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 il benessere del passeggero, la sua serenit\u00e0.<br \/>\nOra \u00e8 tutto ok, 1, 2, 3 VIA! Il parapendio si gonfia e senza neanche un passo siamo in volo; il tempo di sederci negli imbraghi e gi\u00e0 siam dentro la prima termica. Non la sfrutto tutta, solo un pochino, quello che basta per riportarmi sopra il decollo e salutare gli amici non volatili.<br \/>\nRita mi chiede: \u201cdove mi devo attaccare?\u201d<br \/>\n\u201cda nessuna parte\u201d, rispondo, \u201cdevi solo goderti il volo!\u201d<br \/>\nEcco&#8230; in questa domanda si racchiudeva tutta la sua precedente apprensione per avere le mani libere, la sua riluttanza alla telecamera&#8230; lei era una deltaplanista, era inconcepibile starsene seduta a mani libere a godersi il volo! Ha passato troppi anni con il suo deltaplano aggrappata alla barra di controllo per manovrare!<br \/>\nGuadagniamo facilmente quota con qualche termica di ambientamento, Rita sta bene, ancora un filino tesa per la nuova esperienza che sta vivendo, ma tutto nella norma.<br \/>\nCome un bambino smanioso di farle vedere una cosa bella che ha scoperto solo lui, la porto a vedere subito il lago del Segrino, un lago che mi ha sempre affascinato; non si vede dal decollo e questo gli conferisce ancor pi\u00f9 fascino nell&#8217;andarlo a scoprire. Eccolo! E&#8217; ancora l\u00ec dove l&#8217;avevo lasciato e bello come sempre.<br \/>\nRiprendiamo quota, Rita scioglie la sua tensione residua, non le sembra ancora vero di volare stando comodamente seduta; ora avrebbe addirittura voglia di filmare un pochettino quello che sta vivendo&#8230; bene, lo avevo previsto ed infatti avevo tenuto la telecamera a portata di mano, l&#8217;estraggo e gliela passo. Saliamo, saliamo&#8230; per Rita \u00e8 tutto ok, non ha paura dell&#8217;altezza, non ha nausea e resiste bene al freddo anche se ogni tanto ha qualche brivido che percepisco dalla vibrazione del suo seggiolino: se tutti i miei passeggeri fossero cos\u00ec&#8230;<br \/>\nFacciamo un mezzo giretto verso i Corni di Canzo e poi le indico Bellagio, dove si uniscono il lago di Como con quello di Lecco, da questa quota si vede bene. Mi sento un po&#8217; una guida turistica e questo mi fa molto piacere. Ora siamo sul Monte Rai e da qui \u00e8 ben visibile tutto Lecco col suo lago e Valmadrera, sempre una splendida visione anche questa.<br \/>\nAvevamo tutta la quota necessaria per arrivare fino al monte Barro ed iniziai la strada; decisi un po&#8217; a malincuore di abbandonare quest&#8217;idea, c&#8217;era la possibilit\u00e0 di non riagganciare altre termiche e terminare questo bel volo. Poco male, torniamo al monte Rai ed indico l&#8217;Abbazia di S.Pietro al Monte dove si vedevano distintamente un sacco di asciugamani colorati adagiati sull&#8217;erba antistante.<br \/>\nPrendiamo un po&#8217; di quota&#8230; io ero soddisfatto del mio volo, il giro turistico che propongo sempre ai miei passeggeri l&#8217;abbiamo fatto, Rita \u00e8 infreddolita ma contenta, non vorrebbe scendere.<br \/>\nLe parlo un po&#8217;, anzi per la verit\u00e0 non abbiamo mai smesso di parlare, ma le volevo chiedere di \u201cscaricarsi\u201d di buttare fuori le sue tensioni residue, di non tenerle dentro. Lei capisce subito cosa intendo e urla, si libera&#8230; in aria si pu\u00f2 fare senza disturbare nessuno, senza essere giudicati pazzi&#8230; urlando ha voluto salutare anche i suoi Amici scomparsi, li ha chiamati per nome, ora che era alta anche lei li sentiva pi\u00f9 vicini e li ha ricordati. E&#8217; stato un bel momento anche per me.<br \/>\nGironzoliamo ancora un po&#8217; sul monte Cornizzolo e troviamo le mie amiche rondini che pasteggiano dentro una termica che ovviamente non ci lasciamo sfuggire. In termica le spiego che le rondini mangiano i leggeri insetti che vengono portati in quota dalle correnti ascensionali, in sostanza dove ci son le rondini c&#8217;\u00e8 termica!<br \/>\nSaliamo ben bene, il variometro \u201cbippa\u201d a tutto andare, Rita \u00e8 tranquilla  e io continuo a star dentro la termica; siam sotto una bella nuvola paciocchina e ad un certo punto il vario mi strilla: +6 m\/sec ! Rita non lo sa&#8217;, sente solo il vario suonare e parte l&#8217;esclamazione \u201cche bello, si sale!\u201d ed io aggiungo: \u201cyuppyyy!\u201d.<br \/>\nOk, siamo quasi alla base del cumulo, \u00e8 ora di uscire, calcolo bene i tempi per non entrare in nube e gli ultimi metri li faccio salendo verso il bordo della nube, voglio farle provare a pucciare la testa dentro la nuvola.<br \/>\nLa sfioriamo, \u201cla tocchiamo\u201d e ne usciamo. Un altro urlo di gioia si  sprigiona dalle corde vocali di Rita, ormai ci ha preso gusto!<br \/>\nSiamo a 2000m entrambi abbiam freddo, son trascorse gi\u00e0 2 ore, notiamo che parliamo come dei balbuzienti, le nostre labbra sono ormai indolenzite dal freddo e ci mettiamo a ridere&#8230;<br \/>\nAndiamo un po&#8217; in pianura, almeno l\u00ec perdiamo un po&#8217; di quota e ci scaldiamo un po&#8217; se cos\u00ec si pu\u00f2 dire. Anche io scarico un po&#8217; di tensione, la pianura \u00e8 sempre un  po&#8217; pi\u00f9 tranquilla.<br \/>\nGironzolando per la pianura siam giunti sulla verticale del rivenditore   dell&#8217;Iveco, quello che si vede anche dalla Superstrada e che per noi piloti segnala anche il limite dello spazio aereo della TMA di Milano.<br \/>\nE&#8217; ora di rientrare alla base, siamo ben lontani dall&#8217;atterraggio!<br \/>\nAnche se credo non ce ne sia la necessit\u00e0, preparo Rita all&#8217;eventualit\u00e0 di un&#8217;atterraggio alternativo. Rita, malgrado abbia acquisito fiducia in me durante il volo mi domanda qualche cosa tipo \u201cma sei capace? Ci riesci?\u201d.<br \/>\nAh ah ah&#8230; mi \u00e8 venuto da ridere&#8230; ancora una volta \u00e8 venuta fuori la deltaplanista che \u00e8 in lei! \u201cCerto! Col parapendio non servono prati lunghi, servono semplicemente dei prati, e qua sotto ne abbiamo quanti ne vogliamo!\u201d.<br \/>\nCon quella risposta Rita ripensa a quanto \u00e8 comodo il parapendio rispetto al delta. Aggiungo che comunque per arrivare in atterraggio ci servirebbe una termica.<br \/>\nRimasi senza parole quando mi disse ok, non ti preoccupare, io guardo se vedo delle rondini in giro! Ah ah ah&#8230; non ci posso credere&#8230; la mia passeggera che mi aiuta a cercare le termiche! Fantastico, fossero tutte cos\u00ec! Dopo un po&#8217; un&#8217;altra esclamazione fantastica: \u201crondini a ore 10!\u201d. Bene! Virata ad ore 10 e come per incanto si compie ancora la magia: il vario comincia a suonare, si avverte la spinta ascensionale e guadagniamo quota. Le rondini sembrano farci festa tutte intorno, sfrecciano vicino al parapendio in modo impressionante, di certo non infastidite dalla nostra presenza. Ora abbiam quota sufficiente per arrivare in atterraggio ed incrociamo la nostra amica Paola, anche lei in parapendio, un breve saluto via radio e ci comunica che non sta trovando pi\u00f9 termiche. Anche noi eravamo ormai bassi e cominciavo a tener d&#8217;occhio l&#8217;atterraggio x non abbassarmi troppo, ormai il nostro volo era quasi giunto alla fine. Scherzosamente dissi a Paola per radio: \u201cTranquilla, te la cerco io una termica!\u201d Effettivamente non c&#8217;era pi\u00f9 niente da sfruttare per salire e provo l&#8217;ultima carta della giornata: la Roda Acciai.<br \/>\nCon un occhio alla distanza dall&#8217;atterraggio, uno alla quota da terra e l&#8217;altro  che controllava il vento (ma quanti occhi ho?), la Roda acciai emette una scoreggina, una di quelle tanto piccole che io definisco: \u201cuna di quelle che si possono girare solo a destra\u201d; gi\u00e0&#8230; perch\u00e9 la mano sinistra \u00e8 un pochino meno sensibile della destra e rischierei di perderla. Era una termica debolissima ma ho voluto crederci e giro dopo giro spiegavo cosa stava succedendo a Rita che era molto attenta a sentire anche lei il suono del vario e a percepire la delicatezza che occorreva nel girarla. Rimaneva stupita da come il parapendio riuscisse a sfruttare ste termiche debolissime e talmente strette che addirittura erano anche pi\u00f9 piccole della raggio di virata del parapendio.<br \/>\nPian piano guadagniamo quota e la termica diventa un po&#8217; pi\u00f9 larga e sfruttabile. Per radio Paola ci insultava x via del fatto che noi avevamo preso la termica e lei no.<br \/>\nLa termichina ci portava sempre pi\u00f9 in alto, tanto che decisi a questo punto di riavvicinarmi al Cornizzolo e da l\u00ec prendere un&#8217;ascensore pi\u00f9 veloce.<br \/>\nDetto fatto: ora eravamo in un&#8217;ascendenza da +3\/+4 m\/s, alla radio in sottofondo avevamo ancora gli insulti di Paola che vedendoci cos\u00ec in alto non si dava pace&#8230;<br \/>\nIncredibile stiamo salendo molto bene, molto velocemente, la temperatura si abbassa anch&#8217;essa con la stessa velocit\u00e0 e ritorno a sentire la vibrazione del sellino anteriore: Rita tremava ancora dal freddo, ma non osava dirmelo perch\u00e8 non voleva che la riportassi a terra.<br \/>\nLa termica ci stava portando dentro la nuvola, io stavo attento a calcolare bene la forte velocit\u00e0 di salita, la distanza dalla base della nuvola e la distanza che ci separava dal bordo della stessa. Quando mancava esattamente un giro dalla sua base, percorro gli ultimi metri in rettilineo verso il bordo sfruttando ancora l&#8217;ascendenza e preparo Rita per un&#8217;altra piccola immersione di qualche secondo dentro la nuvola. Puff&#8230; siamo dentro! Improvvisamente sento il tremore del seggiolino che si arresta, Rita non parla, mi sembra quasi che anche il suo respiro si sia fermato. Effettivamente questa volta il bordo della nuvola era molto pi\u00f9 denso e non faceva intravvedere nulla&#8230; era sparito tutto&#8230; il sole, i laghi, tutti i punti di riferimento erano spariti, eravamo in cielo, ma il cielo non si vedeva. Eravamo entrati in  un&#8217;altra dimensione, sapevo che sarebbe durata solo qualche secondo, percepivo che Rita aveva paura di questa dimensione, \u201csentivo\u201d il suo respiro che non c&#8217;era pi\u00f9. L&#8217;unico suo punto di riferimento era la mia voce calma che le diceva \u201cok, tranquilla, fra poco usciamo, solo qualche secondo e vedrai che siamo fuori\u201d.<br \/>\nLa mia mente al contrario era estasiata dalla nuova dimensione e rapidissimamente passava in rassegna senza avere il tempo di darsi una risposta a domande come \u201cChe ci faccio qui? Dove sono? Dov&#8217;\u00e8 finito il mio mondo? Il tempo sta scorrendo ancora o si \u00e8 fermato?\u201d.  L&#8217;urlo di liberazione di Rita interrompe le mie fantasticherie: \u201cSiamo usciti, siamo usciti!\u201d Rita riprende a respirare, a gioire, a tremare! Guardo l&#8217;altimetro, 2200m, porcaccia la miseria quanto siamo in alto! Guardo gi\u00f9 e urlo anche io di gioia \u201ccavoli siamo sul lago del Segrino a 2200m, non ci posso credere!\u201d<br \/>\nIl Lago del Segrino era splendido da quella quota, le leggere increspature si doravano di sole ed il luccichio mi rapiva&#8230;<br \/>\nRotta verso il m.te Croce, avevo tutta la quota per arrivarci e riagganciare le termiche, ero gi\u00e0 sul Segrino, si pu\u00f2 fare!<br \/>\nPercorro pi\u00f9 di met\u00e0 strada, ma poi decisi di tornare indietro&#8230; il volo era gi\u00e0 stato bello cos\u00ec&#8230; eravamo entrambi stanchi, infreddoliti e sognanti&#8230; andava bene cos\u00ec. Ci portiamo verso l&#8217;atterraggio, nel mentre fantastichiamo di infilarci subito dentro la macchina a scaldarci; sar\u00e0 tutta bella calda perch\u00e9 \u00e9 rimasta sotto al sole tutto il giorno; s\u00ec, l&#8217;idea era veramente allettante.<br \/>\nSul percorso di ritorno incrociamo il mio istruttore di biposto Giuseppe Spiraglia che esegue un&#8217;elegante spirale; io e Rita lo ammiriamo dalla nostra posizione privilegiata seduti sulle nostre poltroncine stile cinema;  se solo avessimo avuto anche i pop corn&#8230;<br \/>\nCi prepariamo per l&#8217;atterraggio, ormai io e Rita  abbiamo il feeling giusto, tiriamo fuori il carrello, rallentiamo e tocchiamo terra. All&#8217;atterraggio veniamo immortalati dal nostro fotografo ufficiale Gerardo che scatta qualche foto ai nostri visi felici.<br \/>\nImmancabile la birretta finale con tutti gli altri piloti del Cornizzolo Involo, gli scambi di opinioni sulla giornata, gli sfott\u00f2, le risate, i visi felici tra cui spicca anche quello di Rita che con gli occhi ancora pieni di cielo fa trasparire che oggi ha Volato anche lei!<\/p>\n<p>Poianalibera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica scorsa ho caricato l&#8217;attrezzatura in auto e con 3 amici non volatili siamo andati al M.te Cornizzolo. Qui abbiamo incontrato Rita, una deltaplanista che da un bel po&#8217; di anni ha parcheggiato il suo delta nell&#8217;hangar per poi rispolverarlo solo recentemente per qualche voletto. 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